Comunicazione e organizzazioni di rappresentanza
Comunicazione e organizzazioni di rappresentanza
Paolo Giammarroni (2000)
Un gruppo di militanti sindacali, anche quando è piccolo o giovane, può svolgere numerose, preziose funzioni:
- Ascoltare gli iscritti, per capire cosa accade
- Fare iscritti, per rinforzare l’organizzazione
- Orientare gli iscritti e non, per chiarire le posizioni ufficiali
- Tenere insieme l’organizzazione, anche in chiave simbolica
- Difendere i lavoratori con la contrattazione, all’interno della Rsu
- Tutelare i singoli
- Offrire servizi al singolo e alla sua famiglia.
La comunicazione attraversa tutti questi filoni. Non è detto che un unico delegato sappia, o sia portato a fare tutte queste cose. Meglio dividersi i compiti, magari a rotazione, per cimentarsi su singoli aspetti dell’attività.
Primo atto: censite le vostre abilità. Spesso ci conosciamo in modo superficiale, o solo per le posizioni che ciascuno ha assunto nei dibattiti. Tra noi quanti sanno disegnare? O scrivere con una certa efficacia? O hanno la pignoleria che serve sempre nell’organizzare bene una riunione? E chi ha “fascino” sulle persone anche più difficili? Non date nulla per scontato. Il “censimento” servirà anche a conoscerci meglio come persone e a fare squadra insieme.
Secondo atto: chiarite i compiti. Nei piccoli gruppi è difficile staccare nettamente “chi fa solo questo”: e spesso non è neanche utile. Però è vitale sapere chi è responsabile, almeno per un periodo o in quell’occasione, di certi aspetti. Non vere deleghe da interpretare a modo proprio, ma compiti che reciprocamente ci si riconoscono. E aiutano nei rapporti con l’ “esterno”
Terzo atto: definite i rapporti tra ruolo organizzativo e ruolo negoziale. L’eletto Rsu non diventa dopo l’elezione un marziano, fuori dal mondo. Il contatto con i lavoratori va tenuto da tutta la nostra squadra: deve essere chiaro comunque chi potrà fare interventi di tutela individuale come sindacatoe chi potrà confrontarsi con l’azienda come Rsu. E, specie per gli iscritti, chi tiene il rapporto col sistema dei servizi sindacali
Attività di comunicazione organizzativa
Vediamo alcune forme di comunicazione utili all’azione sindacale in azienda.
SPAZI INFORMATIVI. L’informazione invecchia rapidamente. Avete una bacheca sindacale, come da contratto? In quali condizioni è? Quale cadenza di aggiornamento può avere? Chi se ne deve occupare? E’ triste vedere bacheche abbandonate, o vuote. Un diritto sindacale degli anni Settanta va mantenuto vivo, non è passato di moda. Privilegiate gli “avvisi”, più che i romanzi! Un avviso conterrà sempre il nome, il telefono, il luogo dove approfondire quella questione. In bacheca stanno bene anche testi accompagnati da semplici disegni, come le “clip-art”, per animare la visione del testo. Quando chiedete un comportamento (una firma, un voto, ecc.), privilegiate la lettera individuale, dentro una busta, possibilmente intestata alle persone (i programmi di scrittura lo consentono, dando un elenco di tutti i destinatari)
MOMENTI ELETTORALI. Le elezioni Rsu sono un grande momento di confronto con lavoratrici e lavoratori. Non date per scontato nulla, o – peggio – non limitatevi a presentare alcuni volti ritenuti vincenti, in lotta col collega di reparto… Le elezioni sono l’occasione per riproporre una propria identità collettiva: i tratti forti dell’organizzazione, più lo stile di stare in azienda da parte del vostro gruppo, più le proposte per il prossimo triennio.
Importante è la tempistica:
- Prima spiegare l’importanza del voto e le sue modalità,
- Poi presentarci come squadra e singoli,
- Infine chiedere una scelta individuale in nostro favore (con l’indicazione di voto).
Sul piano della comunicazione, è importante uno slogan che segni tutti i momenti della campagna. Se funziona, resti come indicazione sulla “missione” per tutto il triennio.
MOMENTI ORGANIZZATIVI. La vita sindacale è perlopiù segnata da emergenze. Il rischio diventa quello di inseguire le cose, anziché intrattenere un legame continuativo con le persone. Dunque riflettete su come migliorare:
- La consegna della tessera. E’ un momento raro di comunicazione tutta personale, anche per ricordare problemi familiari. Si rinnova un impegno comune e vengono fuori nuove problematiche.
- Il legame con gli iscritti. E’ il caso dei compleanni. I dati li abbiamo nel nostro database. E’ facile organizzarsi per avere ogni mese l’elenco dei “festeggiandi”
- L’incontro coi nuovi entrati in azienda. E’ molti importante essere veloci, conoscere questi nomi per tempo. Non è necessario chiedere subito la tessera, ma presentarsi come quelli disponibili e che possono “introdurre” la persona nei segreti aziendali.
ATTIVITA’ DI SERVIZIO. Difficilmente in azienda avremo spazio per “sportelli”, a parte le attività dei Caaf in primavera. E’ allora importante che i lavoratori conoscano le persone che sono da referente della nostra rete di servizi, in particolare:
- Il patronato, per questioni di previdenza e infortunistica
- L’associazione dei consumatori
- Le reti per le figure più deboli (immigrati, contratti a progetto, inquilini…)
- I servizi aggiuntivi: per il tempo libero, o come assicurazioni, o per ottenere agevolazioni nei servizi pubblici.
La condizione essenziale è che il militante coinvolto in alcuni di questi servizi tenga un contatto costante con la “casamadre”. Potrà anche non conoscere tutte le risposte, ma saprà indicare una soluzione. Vitale in particolare il rapporto con l’Ufficio Vertenze o di categoria nel territorio.
Domanda: quali caratteristiche deve avere chi si dedicano soprattutto ai servizi?
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Da leggere:
Massimo De Sanctis (a cura di), Il sindacato nei luoghi di lavoro, Edizioni Lavoro 1994
Paolo Giammarroni, L’organizzazione che comunica, Edizioni Lavoro 2000

